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Temporali in estate nell’Adriatico, in autunno nel Tirreno

Le coste e i mari italiani dal punto di vista “temporalesco” non sono tutti uguali, e anzi attraversando lo stivale da nord verso sud si osservano notevoli differenze. Mentre lungo le coste settentrionali e quelle adriatiche la stagione più temporalesca è l’estate, sui litorali di Toscana e Lazio, e lungo le coste di gran parte del Sud e Isole, la stagione più affollata di temporali è invece l’autunno.

temporale mare ARTICOLO

Del resto se è vero che in estate ai temporali in formazione sul mare si aggiungono quelli che, dopo essersi formati sulla terraferma, si spostano verso le coste, in autunno il mare – specie in alcuni settori – diventa una vera e propria fucina di temporali. A causa della grande inerzia con cui si scalda l’acqua del mare I bacini meridionali della nostra Penisola raggiungono però le temperature superficiali più alte durante la prima parte dell’autunno, e non nel corso dell’estate.

All’inizio della stagione autunnale quindi i nostri mari meridionali sono sufficientemente caldi da far “ribollire” l’aria fresca che, proprio in questo periodo, comincia a scorrere con maggior frequenza sul Mediterraneo. In queste zone il numero di temporali che si forma grazie al calore fornito in autunno dal mare risulta in generale superiore a quelli che durante l’estate si formano in mare aperto o che dal continente si spostano verso i litorali.

L’Adriatico invece, in quanto mare chiuso e poco profondo, possiede un’inerzia termica di molto inferiore, per cui si raffredda più rapidamente che il resto del Mediterraneo: è il motivo per cui anche sul Basso Adriatico, unico fra tutti i bacini meridionali, il maggior numero di temporali si osserva in estate e non in autunno.

 

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