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Primavera: temporali in agguato e per molti scatta sindrome da temporale

L’effetto negativo sulla nostra mente da parte dell’eccesso di cariche nell’atmosfera. In Redazione Mario Giuliacci

temporali karissa ZelmanIn primavera iniziano ad essere frequenti anche i temporali, non solo, lungo le coste, come capita in inverno, ma anche nell’entroterra della penisola e, si sa, il temporale è un a delle bestie nere per i meteoropatici.

Ma a chi soprattutto fanno male i temporali?

A chi ha dolori alle articolazioni, a chi soffre di emicrania, di ipertensione, depressione, insonnia, a chi tende ad essere molto controbattuto e ad imbrigliare le emozioni.

Tutti questi malesseri sono provocati dall’eccesso di cariche elettriche che si accumulano nell’atmosfera e al suolo all’atto del passaggio del temporale. Talvolta anche il tuono contribuisce ad esaltare in alcuni il senso di angoscia e di insicurezza. Unica consolazione per il chi soffre della sindrome da temporale: i disturbi durano non più di 15-50 minuti, il tempo necessario appunto perché il temporale si allontani.

Infatti non appena l’elettricità atmosferica ritorna su valori normali, i meteoropatici improvvisamente vedono dissolversi angoscia, paura, e depressione e al loro posto compare un gradevole senso di benessere, di tranquillità e di pace interiore.

Articolo tratto dall’opera “Dottore, mi male il tempo” – Autori Mario Giuliacci- Emanuela Giuliacci. Editore: AlphaTest

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