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Alcuni nostri malesseri seguono precisi bioritmi circadiani

Qui di seguito le ore del giorno nelle quali sono più probabili disturbi psico-fisici. In Redazione Mario Giuliacci

 ritmi circadiani figura

Molti nostri disturbi psicofisici, cronici o acuti, prediligono certe ore del giorno e quindi si ripetono dopo circa un giorno ( o “circa diem” da cui deriva “circadiano”) perché scatenati dai ritmi imposti al nostro orologio biologico, molto sensibile alla periodica oscillazione diurna della pressione atmosferica e all’alternanza luce-buio.

 E’ così che nel cuore della notte chi ha subito operazioni chirurgiche va più facilmente incontro a complicazioni; tra le 22.00 e le 2.00  aumenta la secrezione acida dello stomaco; attacchi d’asma più probabili intorno alle 4.00, quando sono al minimo gli enzimi broncodilatatori. Rischio massimo di ictus ed infarto nel primo mattino, quando sale la pressione del sangue.

Per i diabetici crisi ipoglicemiche più probabili intorno alle 6.00, quando i livelli di insulina sono bassi. Ma dopo aver superato le insidie della notte, al momento del risveglio può comparire l’emicrania, che in genere predilige questa fascia di orario; anche per chi soffre di raffreddore da fieno, i sintomi sono massimi al risveglio.

Sempre tra le 7.00 e le 9.00  sono maggiori i rischi di angina pectoris. Ma anche la seconda parte del giorno riserva sorprese: tra le 17.00 e le 19.00 possibili malesseri per l’aumento della pressione sanguigna, mentre le ultime ore della sera sono quelle più a rischio per emorragie cerebrali.

 

Articolo tratto dall’opera: “Dottore, mi fa male il tempo” -Autori Mario Giuliacci, Emanuela Giuliacci, Paolo Corazzon; Casa editrice : Alpha Test

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