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L’inverno “vulcanico” del 535 d.C.

Il più brusco e intenso raffreddamento del clima avvenuto negli ultimi 2000 anni è molto probabilmente quello che caratterizzò gli anni fra il 535 e il 539, nel periodo in cui Giustiniano regnava sull’Impero Bizantino e in Italia scoppiava la guerra che, per quasi due decenni, vide contrapporsi proprio i bizantini e gli ostrogoti. Diverse prove paleoclimatiche indicano infatti che già nel 535 il nostro Pianeta si raffreddò all’improvviso di circa mezzo grado, ma è soprattutto nel 536 che le temperature medie planetarie andarono incontro a un brusco crollo: oltre 3 gradi in meno rispetto all’anno precedente! Il 536 a livello globale è in effetti una delle annate più fredde degli ultimi 2000 anni, caratterizzata da un violento inasprimento del clima che interessò, dove più dove meno, tutti i continenti.

Più in generale almeno fino al 539 il clima di tutta la Terra rimase assai bizzarro e spesso estremo: gli inverni si fecero decisamente più rigidi, seguiti da estati insolitamente fresche e piovose, con addirittura eccezionali nevicate nel mese di agosto sia in Europa che in Asia. Di conseguenza i raccolti andarono in gran parte persi, scatenando gravi carestie che fecero vacillare le grandi civiltà del tempo, dall’Europa all’Asia passando anche per l’America pre-colombiana. Il cielo stesso, per mesi, assunse un aspetto a dir poco spettrale. Lo storico Bizantino Procopio, descrivendo gli insoliti eventi del 536, scrisse di “un sole che splende senza luminosità, sorprendentemente simile a quello che si osserva durante un’eclissi”, mentre Cassiodoro dipinse a tinte fosche uno scenario quasi apocalittico, in cui il “sole sembra aver perso la capacità di splendere e ha assunto un colore bluastro (…), i corpi non lasciano ombre sul terreno, la luce solare un tempo potente riesce a scaldare solo debolmente la pelle, e tutto scorre come in un’interminabile eclissi lunga un intero anno (…), in estate è mancato il caldo, i raccolti sono stati gelati dai venti del nord (…) e la pioggia non vuol più cadere dal cielo”.

Eruzione vulcanica

Poi nei decenni successivi le temperature piano piano risalirono, ma solo tra il 560 e il 570 tornarono a valori paragonabili a quelli precedenti al disastroso evento. Ma cosa scatenò il più brusco e violento cambiamento climatico degli ultimi millenni? Molto probabilmente tutto avvenne per colpa di una colossale eruzione vulcanica le cui polveri avvolsero il Pianeta, rendendolo impenetrabile a parte della luce e del calore provenienti dal sole. Una ipotesi confermata dalle altissime concentrazioni di solfati e polveri vulcaniche rinvenute nei campioni di ghiaccio provenienti da Groenlandia e Antartide e risalenti proprio a tale periodo. Quindi un’eruzione potentissima, forse causata, almeno secondo il vulcanologo Ken Wohletz del Los Alamos National Laboratory, da una delle periodiche esplosioni del vulcano Krakatoa.

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