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La situazione innevamento dei nostri settori alpini. In redazione Massimiliano Fazzini

Se il passaggio del sistema depressionario di origine atlantica non ha apportato significative quantità di neve – se non su limitati settori alpini piemontesi e comunque decisamente oltre il limite del bosco – efficace sembrerebbe essere già attualmente l’effetto dell’avvezione di aria polare marittima che ha raggiunto massivamente il settentrione del territorio italiano nel pomeriggio di ieri. L’innevamento è presente sui settori alpini mediamente in modeste quantità oltre i 2200 – 2600 metri di quota, con spessori massimi al suolo di 56 cm a Senales Teuselfegg e Bardonecchia – Sommeiler.

Durante la notte appena trascorsa e come puntualmente previsto dal Colonnello Giuliacci, soprattutto in funzione della ritrovata seppur temporanea serenità del cielo e dell’innevamento presente al suolo, il calo termico è stato da moderato a forte, in particolare sulla cresta spartiacque principale alpina e sui settori torinese e cuneese della Pianura Padana.

Nel primo caso, i valori del primo mattino, ad una quota media di 3000 metri, sono scesi diffusamente sotto – 15°C, con outlier negativi ex-aequo di -17.7°C alla testata della val Ridanna (Anticima libera – 3339 m) e a Teuselfegg (3035 m) sul ghiacciaio della val Senales. Una punta di -17°C è stata registrata a quote molto inferiori (1770 m) appena al di la dello spartiacque principale, nella piana di Samedan. Da segnalare anche -4.8°C registrati all’aeroporto di Aosta – Saint Christophe (545 m)

Su tutti i settori centro – occidentali della Padania, si sono verificate gelate più o meno intense, con valori sino a -3.5 a Pralormo e -3°C nell’area di Carmagnola (TO).

Durante l’odierna giornata si può ipotizzare che, specialmente nella Venezia Tridentina, la quota dello zero termico non superi mediamente i 1500-1700 metri, cosi da permettere il verificarsi di un giorno di ghiaccio oltre tali quote

Evidentemente, le mappe previste per la prossima notte farebbero a tutti gli effetti sperare su un ulteriore calo, tant’è che i -20°C sembrerebbero a portata di mano nei siti appena evidenziati. Anche i settori montani dell’Appennino centrale dovrebbero beneficiare di condizioni foriere di un significativo calo termico e vedremo sino a che valori si porteranno i termometri nei noti cold air pool dell’Appennino centrale, alcuni dei quali purtroppo coincidenti con i luoghi devastati dal sisma del 30 ottobre.

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