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La pressione atmosferica è il principale fattore meteo impiegato nelle previsioni del tempo

Ecco come le variazioni di pressione e soprattutto le configurazioni bariche influenzano il tempo meteorologico. In Redazione Mario Giuliacci

In condizioni di bel tempo e di debole ventilazione, la pressione al suolo manifesta una tipica oscillazione diurna con due massimi intorno alle ore 10 e alla 22 locali e due minimi, intorno alle ore 4 e 16 locali.

Il massimo diurno delle ore 10 è in genere più pronunciato perché all’effetto dovuto al raffreddamento notturno dell’atmosfera si somma l’ulteriore raffreddamento dell’aria prossima al suolo, a contato con un terreno reso freddo dall’irraggiamento notturno.

Il maggiore raffreddamento dell’aria prossima al suolo è anche il motivo per cui, con cielo sereno e venti deboli, sulla terraferma si genera al suolo una tipica area di alta pressione. Analogamente il minimo diurno delle ore 16 è più marcato di quello notturno perché, all’affetto da surriscaldamento diurno dell’atmosfera direttamente da parte del Sole, si somma l’effetto di surriscaldamento dell’aria a contatto con un terreno surriscaldato dai raggi solari.

Tale maggiore riscaldamento dell’aria al suolo è anche causa, in condizioni di tempo bello e soleggiato, della formazione di una tipica bassa pressione diurna sulla terraferma e che richiama a sua volta i venti di brezza dal mare.

Alle nostre latitudini l’ampiezza dell’oscillazione della pressione atmosferica al suolo – ovvero la differenza tra i valori massimi e quelli minimi raggiunti nel corso delle 24 ore – è di 0,6÷0,8 hPa, un valore veramente modesto.

In realtà le variazioni locali di pressione più forti, e quindi quelle veramente influenti sul tempo, sono le variazioni accidentali originate da cause termiche o dinamiche perché solo queste sono in grado di provocare variazioni di pressione superiori a 1-2 hPa in 3 ore, condizione indispensabile perché il tempo subisca localmente significativi mutamenti.

 

Le condizioni che possono provocare variazioni così elevate nella pressione atmosferica sono diverse:

 

Arrivo in loco di aria più fredda o più calda (“avvezioni termiche”)

L’arrivo di aria più fredda di quella preesistente – come avviene, per esempio, al passaggio di un fronte freddo – fa aumentare localmente il peso della colonna d’aria e quindi anche la pressione al suolo.

Al contrario, l’arrivo sulla verticale del luogo di aria più calda, e quindi più leggera, di quella preesistente, fa diminuire la pressione locale, come avviene al passaggio di un fronte caldo.

Le variazioni di pressione di origine termica si riconoscono perché in genere sono abbastanza rapide (superiori a 2-3 hPa in 3 ore) e per di più sono accompagnate, ovviamente, da variazioni della temperatura superiori a 2-3 °C (talvolta anche di 10-15 °C) nel corso di 12-24 ore;

 

Cicloni o anticicloni mobili

Le variazioni accidentali locali della pressione atmosferica al suolo possono essere anche di origine dinamica: se sulla colonna d’aria posta sulla verticale del luogo entra, alle quote superiori, più aria di quanto non ne esca al suolo (situazione di divergenza al suolo, tipica degli anticicloni) è chiaro che la pressione atmosferica al suolo è destinata ad aumentare; viceversa se il flusso d’aria uscente dalla colonna d’aria nell’alta troposfera (divergenza in quota) è minore di quello entrante al suolo (situazione di convergenza al suolo, tipica dei cicloni) la pressione al suolo diminuirà.

I cicloni mobili in grado di raggiungere l’Italia sono i cicloni atlantici, cicloni nord africani e i cicloni mediterranei (vedi fascicolo sul clima d’Italia).

Il calo di pressione si verifica di solito nella parte anteriore, nel senso del moto e nell’area geografica posta tra l’asse della saccatura e l’asse del promontorio che segue di solito la saccatura (fig.1).

fig.1 sacca

Con gli anticicloni invece l’aumento di pressione di solito si manifesta nella parte anteriore, nel senso del moto, nell’area geografica posta tra l’asse del promontorio associato all’anticiclone e l’asse della successiva saccatura (fig.2 ).

Fig.2 isobare

Le variazioni di pressione determinate dai cicloni extra-tropicali di riconoscono sia perché in genere è tali sistemi sono accompagnati da aumento della nuvolosità e del vento sia perché di solito le variazioni di pressione sono dell’ordine di 1-3 hPa in 3 ore.

Solo nei cicloni intensi e veloci si raggiungono i 5-6 hPa in 3 ore. Le variazioni di pressione con gli anticicloni sono associate di solito a cielo sereno e venti molto deboli e sono piuttosto modeste ( 2-3 hPa in 24 ore);

 

I temporali

Nell’imminenza di un temporale, quando la nube temporalesca in avvicinamento si porta a 10-15 km dal luogo, la pressione tende a scendere, a seguito delle correnti convettive più calde (termiche o inflow) che dal suolo alimentano la nube.

Ma quando poi sulla verticale del luogo passa la parte più scura della nube, accompagnata da raffiche e da rovesci di pioggia (fase dell’outflow), la pressione risale bruscamente.

Le fasi di discesa e di salita avvengono di solito nell’arco di 2-5 minuti e l’ampiezza dell’oscillazione è dell’ordine di 0.5-1 hPa ma può raggiungere, nei temporali più forti, anche 2 hPa.

Proseguiremo nella trattazione delle variazioni locali di pressione per influenza delle catene montuose nel prossimo fascicolo.

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