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Inverno 2016/17: L’influenza delle anomalie termiche marine del Nord Atlantico

Brutte notizie anche da questo fattore

In un nostro articolo del 15 ottobre ancora in home page (http://www.meteogiuliacci.it/meteo/articoli/editoriali/ancora-sullinverno-201617-facciamo-il-punto ) esaminavamo alcuni indici che hanno un credibile e collaudato valore prognostico per la stagione invernale:

  • Global warming: tende a rendere più calde tutte le stagioni, compreso l’inverno);
  • Attività del sole: attraverso il trend di alcuni noti indici (sunpsot number). Il sole è ancora abbastanza attivo e quindi poco propenso a favorire irruzioni di aria fredda polare;
  • QBO (Quasi-Biennal Oscillation); è ora In fase positiva e quindi anche essa non favorevole ad ondate di aria fredda polare per l’inverno prossimo;
  • Niño/Niña: a sorpresa in ottobre è appena ricomparsa la Niña che in genere favorisce inverni freddi ma potrebbe essere troppo debole per influenzare l’inverno;
  • Snow cover sull’area euroasiatica in ottobre: assente fino ora. Ma tra la fine ottobre e i primi di novembre è prevista una fase nevosa abbastanza intensa su Scandinavia e Russia europea, evento che tende in genere a rendere l’inverno europeo freddo e nevoso;
  • anomalia nelle temperature delle acque superficiali del Nord Atlantico, argomento di cui non abbiamo ancora parlato.

E nel medesimo articolo del 15 ottobre concludevamo :

Pertanto ad oggi la previsione più credibile è per un inverno mite e  poco nevoso come quello degli ultimi 2 anni, a meno che la Niña sia presente nel prossimo inverno e/o che l’innevamento in Eurasia divenga in ottobre esteso e persistente e/o che  il raffreddamento delle acque del Nord Atlantico in ottobre-novembre sia forte.

In caso di concomitanza favorevole degli ultimi 3 fattori citati, il raffreddamento da essi indotto sull’Europa potrebbe bilanciare o superare  gli opposti effetti del global warming e dei venti equatoriali occidentali, regalandoci così un inverno freddo e nevoso.

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Oggi qui parleremo dell’ultimo fattore ancora rimasto in sospeso ovvero della influenza sull’inverno da parte delle anomalie termiche rilevate in ottobre-novembre nelle acque del Nord Atlantico.

Tale anomalie termiche in genere assumono la forma di un tripolo noto appunto come “Tripolo Nord atlantico“.

Ma, innanzitutto cosa è il Tripolo Nord atlantico?

E’ una frequente e persistente struttura della SST (Sea Surfcae Temperature) nel Nord atlantico costituita da tre aree adiacenti e disposte grosso modo in verso longitudinale, all’interno delle quali le anomalie nella SST assumono alternamente segni opposti

Ecco le 3 aree che compongono il tripolo:

  • la n.1, una fascia appena a Nord dell’Equatore;

  • la n.2 estesa dalle coste Sud orientali degli USA

  • la n.3 dalle Isole britanniche fino alle coste di Terranova.

t1Il tripolo è definito positivo quando è del tipo – + – ossia, prima fascia, quella equatoriale, avente un’anomalia negativa (-) nella SST; seconda fascia, quella di mezzo, con anomalia positiva (+) SST; terza fascia, quella più a Nord, di nuovo con anomalia SST negativa (-). In figura è rappresentata la struttura media di un tripolo positivo (fig.1).

Il tripolo negativo è invece definito negativo quando è del tipo + – +, ovvero con la prima fascia equatoriale avente una SST ad anomalia positiva +); la seconda intermedia ad anomalia negativa nella SST (-); la terza fascia ad alte latitudini di nuovo positiva (+) (vedi Fig.2).

Ma perché il tripolo atlantico influenza le vicende dell’inverno europeo?

La risposta è semplice. I dati di osservazioni pluriennali indicano che vi è una forte correlazione tra le 3 aree del tripolo e la corrispondente struttura barica sull’Oceano Nord Atlantico.

Ne è una riprova la fig.3 che riporta la correlazione tra il segno del tripolo e le anomalia di geopotenziale osservate a 500 hPa.

t2E’ evidente una correlazione positiva – ossia dello stesso segno – nella fascia 3 e nella parte più settentrionale della fascia 1e una correlazione negativa (ossia di segno opposto) nella parte più bassa della fascia intermedia 2 e ancora una correlazione positiva nella parte più alta della fascia 2.

Ma attualmente sul Nord Atlantico è presente un tripolo positivo (fig.4) e tale resterà per il prossimo inverno, vista la lunga persistenza delle anomalie marine

Ecco allora quali sono le conseguenze di un tripolo positivo sul prossimo inverno europeo

  • Sull’area 3, a più alte latitudini – quella ad anomalia SST negativa – essendo ivi la correlazione positiva con le anomalie di altezza a 500 hPa, tenderà a generarsi una anomalia negativa pressione ovvero una bassa pressione (fig.5);
  • Analoga conclusione per l’area 1 anch’essa ad anomalia SST negativa nella parte più settentrionale e quindi conseguentet3 aumento della pressione dell’anticlone delle Azzorre;
  • Nell’area intermedia del tripolo, quella ad anomalia negativa nella SST, tenderà a generarsi una anomalia positiva 
  • nella parte più lata della fascia nella HGT a 500 hPa, rinforzando anche qui in tal modo l’anticiclone delle Azzorre (fig.5).

E’ ovvio che la configurazione con tripolo positivo – rafforzamento dell’alta pressione alle medie latitudini e formazione di una bassa pressione quasi saldata con il ciclone permanete dell’Islanda, tipica configurazione di NAO positiva- fa sì che le correnti fredde in arrivo dal Canada e/o dalla Groenlandia scorrano ad alte latitudini, lontane dal continente europeo.

t4Per fortuna il tripolo atlantico è solo uno dei tanti fattori che condizionano l’inverno europeo. La Niña e l’innevamento sul comparto euroasiatico potrebbero comunque rendere abbastanza freddo e nevoso il nostro inverno, nonostante l’effetto “riscaldante” degli altri fattori

Mario Giuliacci

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