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Il caldo killer del futuro

Il decennio dal 2001 al 2010, dati alla mano è risultato a livello planetario il più caldo dell’Era Moderna, e il riscaldamento del nostro Pianeta non sembra volersi arrestare, facendoci intuire un futuro ancora più caldo.

In quest’ottica nei prossimi decenni il caldo potrebbe diventare un problema assai gravoso per la salute, e a conferma di ciò arriva dall’America un recente studio che, considerando un graduale ulteriore aumento delle temperature medie della Terra, dipinge uno scenario quasi apocalittico: secondo gli studiosi infatti nei soli Stati Uniti entro la fine del secolo le morti prematuri premature a causa del gran caldo saranno circa 150000!

L’analisi, condotta dagli studiosi del Natural Resources Defense Council, indica anche quali città, negli Stati Uniti, saranno maggiormente falcidiate dall’aumento del numero di giornate eccezionalmente calde: entro la fine del secolo infatti le ondate di caldo torrido potrebbero causare circa 19000 decessi in più a Lousiville, 7900 a Detroit e 16600 a Cleveland. A rendere queste metropoli più vulnerabili di altre sarebbe la maggior concentrazione di gente povera con scarsa possibilità di ricorrere all’aria condizionata per attenuare gli effetti del caldo torrido.

Purtroppo l’analisi, benché condotta sul territorio degli Stati Uniti, riflette con buona approssimazione – e con le dovute proporzioni – anche i possibili scenari per l’Italia del futuro: anche il nostro Paese infatti andrà molto probabilmente incontro a stagioni estive che, di decennio in decennio, diventeranno via via più calde, con un inevitabile aumento dei rischi per la salute, soprattutto tra la popolazione anziana e i cardiopatici.

Ma come mai proprio queste categorie risultano particolarmente vulnerabili alle giornate molto calde? Sono particolarmente interessate proprio queste categorie perchè quando le temperature sono alte aumenta anche il rischio di disidratarsi, pericolo cui gli anziani sono maggiormente esposti a causa della diminuita capacità dei loro tessuti di trattenere i liquidi, mentre il cuore è costretto a uno sforzo aggiuntivo – e potenzialmente pericoloso – necessario a far circolare maggiormente il sangue verso le regioni periferiche del corpo, dove l’evaporazione del sudore può raffreddarlo e consentirgli di refrigerare tutto l’organismo.

 

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