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Grazie alle ricerche sul Niño sapremo delle estati torride con oltre un anno d’anticipo

Nino articolo da NASA

Gli episodi di El Niño, l’anomalo riscaldamento del Pacifico Tropicale che scombussola la circolazione atmosferica a livello planetario, prendono avvio quando nel settore orientale del Pacifico Tropicale compaiono acque superficiali sensibilmente più calde del normale. Insomma un aumento delle temperature superficiali del mare che trascina con sé anche nuvole e piogge, alterando (a causa della vastità della regione interessata) il clima di molte zone del Pianeta.

Tuttavia fino a poco tempo fa erano rimasti in gran parte oscuri e poco definiti i processi precursori di questa importantissima oscillazione climatica. Fino a poco tempo fa, perché una ricerca pubblicata di recente sulla rivista scientifica Nature Climate Change sembra aver individuato dei chiari segnali premonitori dell’avvio degli episodi di El Niño. Raghu Murtugudde, Professore di Scienze Atmosferiche e Oceaniche presso l’Università del Maryland, ha esaminato attentamente tutti eventi di El Niño che si sono succeduti tra il 1958 e il 2011, e ha individuato un fattore comune a tutti gli episodi.

Murtugudde in particolare ha scoperto che, nonostante El Niño possa svilupparsi con modalità assai differenti da un episodio all’altro, tutti gli eventi iniziano con un deflusso nelle profondità dell’Oceano di grosse quantità di acqua calda dalle zone più orientali del Pacifico Occidentale, a nord dell’Australia, verso regioni più orientali. Lo spostamento delle acque calde al di sotto della superficie tra l’altro comincerebbe circa 18 mesi prima dell’inizio dell’episodio di El Niño vero e proprio. Insomma, per prevedere con larghissimo anticipo l’insorgere di un episodio di El Niño basterebbe osservare cosa accade al di sotto della superficie oceanica.

L’importanza di questa scoperta è stata ben sintetizzata dal climatologo della NOAA Michael McPhaden che, per la sua grande competenza in materia, negli USA è stato soprannominato “Mister El Niño”. Egli, ben sapendo che El Niño influenza profondamente il clima degli USA, ha infatti affermato che “per sapere con oltre un anno di anticipo se in Texas l’inverno sarà piovoso basta osservare cosa sta accadendo 100 metri al di sotto della superficie del mare a oltre 15000 chilometri di distanza!”. Insomma, se i risultati dello studio di Murtugudde verranno confermati dalle future ricerche, in Italia in futuro potremmo prepararci alle estati eccezionalmente torride con oltre un anno di anticipo (nel nostro Paese infatti El Niño scatena temperature estive insolitamente alte)!

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