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Fulmini: certo sono pericolosi ma talvolta sono anche giocherelloni

Un varietà numerosa di fulmini: a linea, a razzo, lampi di calore, a perla, fuochi di Sant’Elmo, fulmini globulari. In Redazione Mario Giuliacci

fulmine-torca-al-plasma1Sono più di 10.000 le persone che nel mondo ogni anno vengono colpite, la maniera più o meno grave, dai fulmini, con effetti che vanno dalla morte per folgorazione, a scottature di vario grado, lesioni permanenti di organi interni. I danni poi ad opere, manufatti, elettrodotti sono ingenti e, solo in Italia, assommano a varie centinaia di migliaia all’anno.

Il fulmine provoca spesso perdite di bestiame e, a volte, vere e proprie ecatombi di pecore, animali che hanno l’abitudine di riunirsi in gruppo compatto, cosicché la colonna d’aria calda e umida, a carica positiva, che dal gregge sale verso la base della nube temporalesca, crea un percorso conduttore attraverso il quale si scarica poi la folgore.

Anche gli alberi sono frequente bersaglio dei fulmini perché, per il noto effetto elettrico del potere disperdente delle punte, anch’essi tendono disperdere sulla colonna d’aria sovrastante le cariche elettriche sottratte al suolo – così come avviene nel parafulmine – creando anche in questo caso una colonna d’aria conduttrice tra l’albero e la base del temporale. Non è pericoloso invece un bosco perché tra 100 e più alberi è improbabile che il fulmine colpisca proprio quello sotto il quale vi siete riparati

Per quanto riguarda i danni agli edifici le statistiche indicano che il 55% circa dei fulmini colpisce campanili, torri late e guglie, il 38% i camini, il 6% i tetti. Questo spiega anche il perché il campanile di S.Marco a Venezia sia stato danneggiato dai fulmini ben 9 volte.

A seconda del loro aspetto e delle loro caratteristiche i fulmini vengono diversamente classificati: a linea, di ritorno, a razzo, lampi di calore, diffusi, a perla, superficiali. Tuttavia, tra tutti, i più suggestivi sono senz’altro i Fuochi di Sant’Elmo e i Fulmini globulari.

In particolari condizioni ambientali – così come in corrispondenza a sporgenze rocciose aguzze, alberi delle navi a vela – le forze elettriche generate dalle cariche presenti sulla superficie terrestre subiscono una notevole intensificazione cosicché anche la corrente elettrica di bel tempo, nonostante l’assenza di nubi temporalesche, può generare scariche con emissione di luce, specie se nell’atmosfera vi sono molte cariche elettriche generate per strofinio da venti secchi.

In questi casi dalle sporgenze si sprigiona una fiamma molto luminosa le cui propaggini si spingono in alto per parecchi metri, disegnando nell’aria figure che cambiano da un istante all’altro. Talvolta addirittura le fiammelle di diramano dal capo e dalle estremità del corpo degli alpinisti e la luce “emessa” dalla testa assume l’aspetto di un vero e proprio alone, simile a quello che circonda il capo dei Santi nei dipinti sacri.

Poiché tutte queste manifestazioni luminose vengono osservate il più delle volte sulla cima degli alberi delle navi a vela in mare aperto, sono citate come Fuochi di Sant’Elmo, il Santo protettore dei naviganti. Il fenomeno si manifesta spesso anche sulla cima dei bastioni del porto di Malta ove i marinai inglesi lo chiamavano il corposant (il corpo del Santo).

Dei fulmini globulari, i più bizzarri in assoluto, invece abbiamo già parlato qui

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