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Allergia da pollini: esplosione in questo scorcio di aprile

Colpa della brusca fioritura favorita da prolungata serie di temperature al di sopra della media. I consigli. In Redazione Mario Giuliacci

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Sono quasi 8 milioni gli italiani che soffrono di allergie, la maggior parte delle quali però scatenate dai pollini liberati dalla fioritura delle piante in primavera.

In genere ai più provocano solo qualche starnuto, prurito nasale, senso di chiusura del naso, bruciore agli occhi e tosse secca.

Ma per ben 3 milioni di italiani le conseguenze sono molto più serie perché sopraggiungono attacchi di asma.

I primi pollini ad entrare in circolazione sono quelli liberati, nel mese di marzo, da betulle, noccioli, ontani e cipressi. Poi, in aprile compaiono i pollini della parietaria e, alla fine del mese, anche quelli delle graminacee.

Ma ecco i sintomi classici delle allergie da pollini:

starnuti, naso perennemente gocciolante, occhi arrossati, raffreddore insistente, crisi di asma, riduzione dell’odorato e dell’udito.

Malattie che dilagano tanto che la diffusione della pollinosi è addirittura raddoppiata nel corso degli ultimi 20 anni, e, mentre un tempo colpiva soprattutto bambini e adolescenti, da qualche tempo colpisce anche gli anziani.

Ma ecco una lista delle piante maggiormente responsabili delle allergie primaverili da pollini:

frumento, granturco, orzo, gramigna, parietaria, ortica, ulivo, salice, pioppo, platano, faggio, quercia e castagno. Vedete quindi, nel limite del possibile, di stare alla larga, dai luoghi ove vivono tali piante.

Alcuni consigli per le allergie da pollini

  • evitare, se possibile, di uscire tra le 5 e le 10 del mattino, ore nelle quali i pollini raggiungono la massima concentrazione, perché tendono a ristagnare e ad accumularsi in prossimità del suolo;
  • evitare le gite in campagna;
  • per il fine settimana scegliere le località marine perché le brezze che soffiano dal mare, oltre a trasportare aria pulita, spazzano via anche i pollini;
  • quando soffia il vento, la concentrazione di pollini tende ad aumentare e quindi è bene restare il più possibile entro ambienti chiusi;
  • chiudere i finestrini quando si viaggia in auto;
  • evitate lo smog cittadino perché fornisce vie preferenziali di accesso all’organismo attraverso le microlesioni.
  • spazzolarsi gli abiti ed i capelli al rientro a casa;
  • vaccinarsi tra la metà di gennaio ed i primi di febbraio.
  • Fare suffumigi

Ma è opportuno anche porre particolare attenzione a che cosa si mangia perché è stato scoperto che chi soffre di allergia da pollinosi diviene ben presto allergico anche verso specifiche sostanze alimentari.

Ad esempio, i pollini delle betulacee scatenano un’ipersensibilità verso le carote, le patate e le mele; quelli dell’Artemisia vulgaris inducono invece allergie verso il sedano e il finocchio; ed infine i pollini dei fiori del pesco rendono insopportabile altri frutti come prugne, albicocche, mele e mais.

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