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I tanti tipi di neve

I fiocchi di neve che cadono dal cielo hanno tutti un’indiscutibile fascino, anche se in realtà le nevicate possono essere molto differenti l’una dall’altra: insomma, c’è neve e neve! Ecco allora i principali tipi di neve che possono cadere dal cielo…

Innanzitutto i cristalli di neve (ice crystals), ovvero singoli cristalli di ghiaccio esagonali in forma di piastrine, aghi o colonne a seconda dell’ambiente in cui si sono formati: un processo che abbiamo descritto in un precedente articolo.

Tipi Neve articolo

Molto comune in montagna, soprattutto durante la stagione primaverile, è invece la gragnola o graupel (snow pellets). Si tratta di palline dalla bassa densità che si formano quando piccole porzioncine di ghiaccio (cristallo di ghiaccio piuttosto che fiocco di neve o piccolo chicco di grandine) cadono nella zone della nuvola a temperature comprese tra 0 gradi e 10 gradi sotto zero, dove è maggiore la presenza di goccioline di acqua soprafusa. In questo caso infatti le goccioline liquide soprafuse ghiacciano istantaneamente al contatto con la particella di ghiaccio e si trasformano quindi in minuscole masse tondeggianti e opache che al loro interno intrappolano delle minuscole bollicine d’aria tali da donare loro l’aspetto di palline di ghiaccio opaco (rime). Le palline di Graupel solitamente si formano nelle nubi convettive a forte sviluppo verticale come possono essere appunto le nubi temporalesche che in primavera cominciano a formarsi con una certa frequenza.

Se il processo di formazione della neve avviene in un ambiente che presenta strati a temperature positive si ottiene invece la neve tonda (ice pellets). In questo caso i fiocchi di neve, nell’attraversare un sottile strato d’aria caratterizzato da temperature sopra lo zero, cominciano a fondere e si trasformano così in gocce di pioggia parzialmente ghiacciate. Se poi nel moto di caduta questa neve in parte fusa incontra uno strato più freddo, con temperature nuovamente al di sotto dello zero, le gocce ghiacciano di nuovo dando vita a palline più o meno tonde, leggere e trasparenti. Le palline di neve tonda hanno in generale un diametro intorno ai 5 millimetri o meno, e quando colpiscono tendono letteralmente a rimbalzare.

Situazione intermedia tra neve e pioggia è quella che accompagna l’arrivo del nevischio o pioggia mista a neve (sleet): si tratta in pratica di una mistura di acqua e neve proveniente da gocce d’acqua parzialmente ghiacciate, con residue tracce di cristallizzazione. Il nevischio è il risultato di un processo di fusione non portato a compimento: il fiocco di neve a iniziato a fondere ma ha raggiunto il suolo prima di completare il processo. Il fatto che il fiocco non riesca a fondere completamente può dipendere dalla presenza di uno strato caldo non sufficientemente spesso oppure non abbastanza caldo, tale quindi da dare inizio alla fusione della neve senza tuttavia riuscire a portare a compimento la trasformazione.

Molto simile alla grandine appaiono invece i grani di ghiaccio (snow grain). Si tratta di granelli di ghiaccio molto piccoli, di colore biancastro e opaco. Si ottengono quando le gocce di pioggia o di nevischio, attraversando uno strato di atmosfera più fredda, congelano. Al contrario di grandine, neve tonda e gragnola, i grani di ghiaccio non hanno un vero e proprio nucleo e sono assolutamente trasparenti. Si osservano in generale nelle stesse situazioni meteo che danno luogo a pioggia ghiacciata, ossia quelle situazioni in cui la temperatura in prossimità del suolo rimane inferiore a zero gradi.

 

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