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Stagione degli uragani da record

La stagione degli uragani di quest’anno, quella cioè dei cicloni tropicali che si formano nell’Atlantico, sembra voler battere numerosi record. Del resto alcuni sono già stati sbriciolati, la stagione degli uragani del 2017 assomiglia sempre più a quella eccezionale del 2005, quando si formarono l’uragano atlantico più intenso di sempre (Wilma) e quello più distruttivo della Storia (Katrina).

stagione uragani 2017

A rendere particolare la stagione di quest’anno ci sono numerosi fatti. Innanzitutto la stagione è cominciata con largo anticipo, con la formazione della tempesta tropicale Arlene già il 19 aprile: se è vero che anche in passato i cicloni tropicali nell’Atlantico si sono formati anche prima dell’inizio ufficiale della stagione (1 giugno) non è comunque un evento molto frequente. Le vere stranezze però sono venute nei mesi successivi.

A metà giugno la tempesta tropicale Bret si è abbattuta sull’Isola di Trinidad che, a causa della sua posizione a latitudini molto basse, raramente viene colpita dai cicloni tropicali: queste violente tempeste infatti non possono formarsi nella zona equatoriale, dove manca il contributo della Forza Coriolis (una forza apparente, dovuto alla rotazione della Terra, e tale da deviare i corpi in movimento), indispensabile per imprimere all’imponente muro di nubi in formazione il classico movimento rotatorio attorno all’occhio del ciclone.

Ma l’evento più importante della stagione degli uragani 2017 è sicuramente la formazione dell’uragano Harvey, uno dei più potenti e distruttivi che si siano mai formato in questo bacino, capace da solo di battere diversi record assoluti! Harvey, capace di raggiungere la massima intensità (uragano di categoria 5) a fine agosto ha investito le coste del Texas, diventando il primo uragano di categoria maggiore (categoria 3, 4 o 5) a colpire il territorio degli USA negli ultimi 12 anni, ovvero da quando Wilma nel 2005 aveva attraversato la Florida. Ma soprattutto nel colpire duramente Houston e altre aree altamente urbanizzate e industrializzate del Texas Harvey ha prodotto  danni che si stima siano compresi tra i 65 e i 140 miliardi di dollari, e quindi una volta terminata l’analisi dei danni potrebbe risultare il più distruttivo di sempre, anche più di Katrina (circa 130 miliardi di dollari).

Hurricane Irma passes Cuba and approaches southern Florida on Sunday, Sept. 10, 2017, in a NASA satellite captured a night-time image of the storm in the Florida Straits and identified where the strongest storms were occurring within Irma's structure. NOAA's GOES-East satellite provided a visible image at the time of Irma's landfall in the Florida Keys. NASA photo

A rendere questa stagione degli uragani davvero eccezionale poi ci ha pensato Irma, uragano di categoria 5 che si è formato a inizio settembre. Numerosi i record battuti da questa mostruosa tempesta, e tra questi quello per cui,  quando il 5 settembre è diventato di categoria 5, si trovava ancora in aperto Atlantico, e mai prima un uragano Atlantico si era formato così a est, tanto lontano dalle Americhe. Inoltre questa tremenda tempesta è riuscita ad alimentare venti massimi a circa 295 chilometri orari di intensità per 37 ore consecutive, un evento mai capitato prima.

E adesso c’è l’uragano Maria, che sta seminando altra distruzione e che ha già contribuito a stabilire un altro record: con il suo passaggio sul territorio americano è, assieme alla tempesta tropicale Cindy (che ha colpito la Louisiana) e all’uragano Harvey, il terzo ciclone tropicale della stagione che colpisce gli USA, e mai prima era capitato nell’ambito della medesima stagione. (Immagini: NOAA/NASA)

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