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Il raffreddamento della Terra degli ultimi milioni di anni anche a causa del gesso

Una ricerca sviluppata da ricercatori dell’Università di Toronto e dell’Università della California di Santa Cruz sembra aver svelato uno dei meccanismi che, assieme alla genesi delle grandi barriere orografiche, starebbe alla base del raffreddamento del clima che ha caratterizzato gli ultimi 45 milioni di anni.

Lo studio, pubblicato già nel 2012 sulla rivista Science, indica nella composizione chimica degli oceani un fattore capace di alterare il bilancio termico (ovvero l’equilibrio tra energia ricevuta dal Sole e calore disperso verso lo Spazio) del Pianeta.

Nell’analizzare gli ultimi 150 milioni di anni della Terra gli autori della ricerca hanno focalizzato la loro attenzione sulla collisione fra l’India e il continente euroasiatico, avvenuta più o meno 50 milioni di anni fa: lo scontro fra le due placche continentali infatti coinciderebbe con un’improvvisa e importante variazione della composizione chimica degli oceani.

ZAGROS da Atlantis

Ma in che modo la Deriva dei Continenti e la collisione tra queste due placche continentali avrebbe alterato la chimica oceanica? La risposta sta nella vasta catena montuosa composta di rocce ricche di gesso solubile che ai tempi si estendeva dall’Oman all’India e che si sarebbe disciolta in mare a causa dei grandi cambiamenti intervenuti nella geografia di tutta la regione.

Insomma in breve periodo il più grande serbatoio di gesso mai esistito sul nostro Pianeta, di cui oggi rimangono tracce in Iran nella catena montuosa dei Monti Zagros (nell’immagine la barriera montuosa fotografata dallo Shuttle Atlantis), sarebbe andato ad arricchire di particolari sostanze gli oceani del Pianeta alterandone sensibilmente la composizione chimica.

In effetti il principale componente del gesso è il solfato di calcio biidrato e, secondo recenti ricerche, i solfati disciolti nell’acqua marina avrebbero la capacità di regolare i cicli del carbonio e del fosforo nei grandi oceani del Pianeta.

In particolare maggiori concentrazioni di solfati favorirebbero un accumulo di carbonio nei mari con conseguente diminuzione delle concentrazioni di anidride carbonica nell’Atmosfera: in questo modo le grandi quantità di gesso finite in mare avrebbero favorito un’attenuazione dell’effetto serra e di conseguenza un raffreddamento del Pianeta.

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