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Nebbie autunnali, una insidia per la salute. In redazione Mario Giuliacci

Una delle insidie della stagione fredda alla nostra salute è la nebbia, la quale fa spesso la sua comparsa nelle parentesi anticicloniche tra le perturbazioni.

La nebbia è ovviamente il segno palese di un elevato tasso di umidità in prossimità del suolo, una situazione, questa, non certo favorevole per chi soffre di reumatismi o di disturbi all’apparato respiratorio.

Per di più, mentre in prossimità delle coste le microscopiche goccioline di nebbia si aggregano intorno a innocui cristalli di sale marino, invece vicino alle aree urbane e industrializzate le goccioline preferiscono aggregarsi intorno ad alcune specifiche particelle generate dalla combustione dei derivati del petrolio, come i solfati e i nitrati, sostanze  che, una volta inalate, irritano le vie respiratorie.

Possono così riacutizzarsi i disturbi in coloro che soffrono di tonsilliti o bronchiti croniche e, nello stesso tempo, si creano anche le condizioni favorevoli perché i batteri del raffreddore possano penetrare nelle micro-ferite  provocate sulle mucose dal processo infiammatorio.

Infine nelle nebbie la concentrazione delle cariche elettriche è circa 10 volte superiori rispetto all’aria limpida. Tale surplus di elettricità nell’aria  tende a disturbare, in alcuni soggetti, la normale trasmissione di segnali elettrici tra i neuroni, con conseguenti negative ripercussioni anche nella sfera psichica.

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