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Meteoriti e clima, la possibile catastrofe dallo Spazio

La maggior parte degli oggetti che vagano nel Sistema Solare e che incrociano l’orbita della Terra sono asteroidi o comete, ovvero oggetti in orbita attorno al Sole e che descrivono traiettorie comprese (asteroidi) oppure esterne (cometa) all’orbita di Giove.

Gli oggetti che nel loro movimento di rivoluzione attorno al Sole transitano ad una distanza dalla Terra inferiore ad un terzo di quella che separa il nostro Pianeta e il Sole sono noti come NEOs (Near Earth Objects), e rappresentano un potenziale pericolo per il nostro mondo.

In realtà un oggetto in collisione con la Terra deve avere un diametro di almeno qualche decina di metri per avere la possibilità di raggiungere la superficie: se riesce in tale impresa, l’energia sviluppata nell’impatto provoca la quasi totale vaporizzazione del meteorite (così si chiama l’asteroide o cometa che riesca a raggiungere la superficie terrestre) nonché un vasto cratere al suolo.

meteorite cosmoup

E attenzione, perché quando il diametro del meteorite è superiore al paio di chilometri, l’enorme quantità di materiale vaporizzato e fumo proiettati nell’atmosfera è sufficiente a produrre sconvolgimenti climatici a livello planetario e di lunga durata.

In caso di impatto su un continente difatti le immense nubi di fumo e polvere incandescente nel giro di pochi giorni avvolgerebbero tutto il Pianeta, opacizzando notevolmente l’atmosfera e riducendo anche del 95% l’energia solare incidente sulla superficie terrestre.

Nel giro di appena 2 o 3 giorni la temperatura potrebbe scendere al di sotto dello zero su quasi tutte le terre emerse (gelata planetaria): solo nell’area del cratere e nelle regioni vicine, a causa delle grandi quantità di energia sviluppate dall’impatto, continuerebbe a fare caldo per giorni e forse settimane.

Gli oceani invece grazie alla loro elevata capacità termica si raffredderebbero molto lentamente, continuando a fornire calore alle vicine regioni costiere. In alcune zone del Pianeta, l’aria fredda proveniente dai continenti, giungendo al di sopra delle miti regioni marine, produrrebbe così violente tempeste e forti precipitazioni lungo la fascia costiera e al di sopra dei mari vicini.

In altre regioni, cioè laddove i venti prevalenti dovessero trasportare aria mite oceanica al di sopra dei continenti, si formerebbero invece estesi e densi strati di nubi che porterebbero nevicate intense e insistenti fino ad un centinaio di chilometri nell’entroterra.

Ma il rapido raffreddamento della superficie terrestre darebbe vita anche a nebbie dense e diffuse, che non si dissolverebbero neanche nelle ore centrali del giorno, quando comunque la luce non sarebbe più intensa di quella fornita da una notte di luna di piena.

Questo lungo inverno sarebbe destinato a durare per mesi, se non addirittura anni, fino al dissolvimento dello strato di polvere e fumo. Se però ad essere colpito non fosse un continente ma uno dei nostri oceani, anziché il freddo ci attenderebbe un periodo rovente.

Grosse quantità di vapore, un efficientissimo effetto serra, verrebbero difatti istantaneamente proiettate nell’alta atmosfera, e nel giro di pochi mesi, a causa del rapido aumento dell’effetto serra, assisteremmo ad un vertiginoso aumento delle temperature di tutto il Pianeta.

L’impatto con un grosso meteorite ci condannerebbe quindi ad un lungo e rigidissimo inverno planetario o ad una bollente e interminabile estate, eventi che metterebbero entrambi in serio rischio la sopravvivenza di molte specie, compresa quella umana. (Immagine di copertina: cosmoup)

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