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La mano del Sole sulle variazioni climatiche

Il Sole non è sempre stato così come lo vediamo oggi, ma è maturato lentamente durante questi primi 5 miliardi (circa) di vita, e continuerà a farsi via via più potente anche durante la seconda metà della sua esistenza. Inizialmente, quando si è creato il Sistema Solare, l’intensità della radiazione emessa dalla nostra Stella era circa il 70% di quella attuale, e ancora durante il Carbonifero (circa 300 milioni di anni fa), periodo che ha visto la comparsa dei primi dinosauri e l’espansione su tutta la Terra di una florida vegetazione tropicale, la potenza del Sole era di circa il 2.5% inferiore rispetto ad oggi.

In realtà è possibile calcolare l’intensità dell’energia emessa dal Sole durante tutto l’arco della sua vita, anche per i millenni che devono ancora venire. Per farlo basta utilizzare una formula che, in base al tempo passato dalla creazione della nostra Stella, esprime la costante solare come percentuale del suo valore attuale. Tale algoritmo ci dice ad esempio che tra un miliardo di anni il Sole sarà più caldo, in termini di radiazione emessa, di circa il 9%.

unnamedMa l’energia solare subisce anche variazioni cicliche su tempi relativamente brevi. Ciclicamente il Sole passa da una fase di massima emissione ad una relativamente più calma, per poi tornare ad un nuovo picco di attività: il tutto si compie in circa 11 anni, ed è il ciclo noto come Ciclo di Schwabe o Ciclo delle Macchie Solari. Difatti durante la fase di massima emissione di energia si nota anche un picco nel numero di macchie solari sulla superficie del Sole, e viceversa nei periodi in cui il Sole emette meno calore: maggiore è il numero di macchie solari, maggiore è l’energia emessa dal Sole.

Tuttavia, il numero di macchie solari non è lo stesso ogni 11 anni: tale numero infatti è governato da tre cicli distinti, che contribuiscono a incrementare o diminuire la quantità che ad ogni picco si osservano sulla superficie solare. I tre cicli, da un massimo ad un minimo fino ad un nuovo massimo, si compiono rispettivamente in 88, 210 e 2300 anni, e si sovrappongono fra loro. Tanto il ciclo breve di 11 anni, quanto quelli più lunghi, possono modificare la quantità di energia emessa dal Sole al massimo di qualche decimo di punto percentuale.

Tuttavia, anche frazioni così esigue sono in grado di introdurre sostanziali variazioni del clima su periodi medio-brevi, come ha dimostrato l’episodio della Piccola Glaciazione, durante il quale i cicli di 88, 210 e 2300 hanno raggiunto contemporaneamente il loro minimo, o anche la periodicità undecennale di alcune anomalie atmosferiche (che dimostrerebbero come anche piccolissime variazioni della radiazione incidente siano potenzialmente in grado di influenzare il clima).

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