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L’estate più calda di sempre

Nell’Emisfero Settentrionale del Pianeta, se si prende come riferimento il periodo che va dal 1880 ad oggi, l’estate del 2003 rimane fra le più calde di sempre, e fu soprattutto l’Europa a pagare lo scotto di una lunga e intensa ondata di caldo che sbriciolò numerosi record.

Agosto 2003 anomalie temperature

Nel nostro continente infatti quella del 2003 è senza dubbio l’estate più calda degli ultimi secoli, e quindi anche la più calda di questo ultimo periodo caratterizzato dal vertiginoso aumento delle temperature noto come Global Warming. In particolare fu soprattutto ad agosto che il caldo colpì con maggior ferocia (nell’immagine le anomalie di temperatura durante agosto 2003) con temperature medie anche di 4-5 superiori alla norma.

La stagione estiva di quell’anno in particolare rimarrà nella Storia come la più calda dall’avvento della Meteorologia moderna in Francia, dove fu causa del decesso di circa 15 mila persone. Ma anche in Spagna, Italia e Germania le vittime furono numerosissime e più in generale nell’intero continente si stima che siano oltre 50 mila le persone morte prematuramente per colpa della calura insopportabile.

Numerosi anche i record letteralmente sbriciolati in quella rovente estate. Nel Regno Unito, con i 38.5 gradi osservati a Brogdale il 10 agosto, venne registrata la temperatura più alta di sempre, e molti record vennero battuti anche in Spagna, dove molte città vissero le loro giornate in assoluto più calde, come ad esempio a Barcellona con i 36 gradi registrati il 13 agosto, a Siviglia con i 47 gradi del 1 agosto e a Cordoba con 46 gradi sempre il 1 agosto.

Ingenti anche i costi di quell’evento senza precedenti. Si stima infatti che i danni causati in tutta Europa dall’estate eccezionale del 2003 ammontino complessivamente a più di 13 miliardi di euro, e il clima fu bollente anche in Italia, dove quella stagione estiva rimane a tutt’oggi la più calda degli ultimi secoli.

Periodi eccezionalmente caldi e asciutti colpirono anche altre parti del Mondo, soprattutto nell’Emisfero Settentrionale. In India Meridionale, e in particolare nello stato di Andhra Pradesh, nel mese di giugno per ben venti giorni di fila le temperature toccarono i 45-50 gradi, causando la morte di almeno 1500 persone; in Pakistan, nella città di Jacobabad, la colonnina di mercurio il 5 di giugno arrivò a segnare addirittura 52 gradi; nell’ovest degli Stati Uniti un luglio estremamente torrido (in Idaho il più caldo di sempre) aggravò una delle più severe siccità degli ultimi decenni.

Quindi una calura senz’altro eccezionale e senza precedenti che, soprattutto in Europa, si spiega con un intenso e prolungato periodo di siccità, che facilitò il surriscaldamento del terreno, e con le anomalie causate dal Niño, un periodico riscaldamento delle acque del Pacifico che in quell’annata costrinse in una particolare e anomala posizione la corrente a getto polare, un vasto fiume d’aria che scorre molto veloce nell’alta atmosfera, al di sopra di latitudini medio-alte.

Dalle ondulazioni della corrente a getto si generano difatti aree di alta o bassa pressione: dove essa si allunga verso le medie latitudini dà origine a zone di bassa pressione, dove risale verso il Polo dà vita a celle di alta pressione che talvolta possono presentarsi assai robuste e insistenti.

Estate 2003 anomalie pressione

Ebbene nel 2003 El Niño, oltre a rendere ancor più robusti gli anticicloni sub-tropicali che in estate portano bel tempo e caldo in Europa Meridionale, costrinse la corrente a getto polare in una configurazione tale da originare anche sull’Europa Centrale delle robuste e insistenti aree di alta pressione che favorirono le lunghe ed eccezionali ondate di caldo (nell’immagine elaborata su dati NOAA le anomalie di pressione dell’estate 2003).

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