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Le foreste del profondo nord battono in ritirata

ALCE prato

La salute della foresta boreale è in crisi e mette a rischio il futuro di un ecosistema che costituisce quasi un terzo della copertura forestale del Pianeta. La foresta boreale avvolge il globo nella parte superiore dell’Emisfero Settentrionale, passando tutt’attorno dal Nord America all’Eurasia.

Conosciuta anche come taiga o “snow forest”, questo paesaggio è climaticamente caratterizzato da inverni lunghi, freddi e decisamente nevosi. In Nord America si estende dal Circolo Polare Artico a nord del Canada e dell’Alaska fino alla punta più settentrionale degli Stati Uniti in Idaho, Washington, Montana, e Minnesota. E’ il singolo più grande sistema della biosfera terrestre e costituisce da solo il 30% circa della copertura forestale del Pianeta.

Tra gli animali che popolano questo habitat vi sono le alci, gli ungulati più grandi che vivono nel clima boreale, adatte con le loro zampe lunghe a guadare queste distese piene di vaste paludi, laghi e fiumi, ove si nutrono di salici, pioppi e altre piante. Nella foresta boreale meridionale del nord del Minnesota le alci una volta erano numerosissime, ma negli ultimi decenni la loro popolazione è precipitata. Trenta anni fa ad esempio nella parte nord-ovest dello stato vi erano circa 4.000 esemplari, ora sono appena un centinaio. Nella parte nord-est, gli esemplari sono scesi da quasi 9.000 a 4.300. Sono diminuiti in modo così drastico e veloce da entrare di prepotenza nell’elenco delle specie a rischio di estinzione nel Midwest.
Dennis Murray, un professore di ecologia presso la Trent University di Peterborough, in Ontario, pensa che l’estinzione dell’alce nel Minnesota, nel New Hampshire e in altre zone sia sintomo di qualcosa di molto più grande, e cioè del gigantesco ecosistema forestale delle alte latitudini che si sta rapidamente riducendo e cambiando. “La foresta boreale si sta disgregando” sostiene Murray, “e non sappiamo cosa la sostituirà”. Del resto sono molti gli scienziati profondamente preoccupati per lo stato della più grande foresta del mondo.

Tutto ciò senz’altro è legato al recente cambiamento climatico. L’Artico e la regione boreale si stanno infatti riscaldando due volte più velocemente della media globale, il permafrost è in rapido scongelamento, gli incendi stanno mandando in fumo fette senza precedenti di questa preziosa foresta acri di foresta e le epidemie di insetti hanno divorato un numero crescente di alberi. Anche le fasce climatiche si stanno muovendo a nord dieci volte più velocemente di quanto le foreste possano migrare. Insomma eventi drammatici che stanno rapidamente modificando l’habitat delle alte latitudini proprio in coincidenza con la recente accelerazione nel processo di surriscaldamento del Pianeta.

 

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