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La storia del Pettirosso: ma porta veramente la neve?

E’ ammirato da molti per un’inconfondibile macchia rosso-arancio su petto e faccia che caratterizza maschi e femmine della specie dai tre mesi di vita in su ed è il simbolo dell’inverno: quando appare secondo la tradizione annuncia l’imminente arrivo della neve.

Piccolo passeriforme dalla forma rotonda e dai grandi occhi espressivi, il Pettirosso, piccolo passeriforme, ha una forma rotonda e grandi occhi espressivi ed è da sempre uno dei piccoli animali preferiti dai bambini per l’aspetto dolce e mansueto ma in realtà ha un carattere orgoglioso ed in parte aggressivo. Lungo appena 14 cm, ha il dorso di un colore bruno-oliva, ventre bianco, sottili zampe rossicce e la caratteristica macchia rosso-arancio.

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I boschi di conifere sono il suo habitat naturale, ma può adattarsi anche a zone antropizzate quali giardini, siepi, parchi delle aree urbane e boschetti. Perchè è da sempre associato all’Inverno ed alla Neve? Semplice:  durante l’inverno, quando si fa più forte la necessità di trovare cibo,  pur essendo piuttosto schivo, il Pettirosso può avvicinarsi guardingo all’uomo, ad esempio quando, lavorando in giardino, smuove dalla terra vermi e insetti, di cui la specie è ghiotta. Piu’ fa freddo piu’ si avvicina a noi ed è per questo che è associato all’arrivo della neve.

Di indole battagliera e solitaria, il Pettirosso non mostra abitudini gregarie: possiede un senso di appartenenza territoriale molto spiccato e non ammette l’intrusione di suoi simili nel proprio territorio. Non è raro osservarlo mentre scaccia in malo modo e, spesso, aggressivamente chiunque osi avvicinarsi al suo regno; gonfiando e mostrando minacciosamente il petto color fuoco, scuotendo ali e coda, oscillando da una zampa all’altra ed emettendo un fraseggio del proprio canto, in segno di avvertimento.

Arruffando le piume del capo e della gola offre del cibo alla femmina per corteggiarla abbandonando la sua consueta solitudine. Formata la coppia il nido viene costruito tra le spaccature dei tronchi d’albero, oppure ai piedi delle siepi, in una piccola cavità vicino al suolo, ben nascosto tra foglie di edera. Il nido si presenta come una piccola coppa rotonda di steli intrecciati, imbottito di foglie, piccole radici, muschio o peli.

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La dieta del Pettirosso è molto variegata: si nutre principalmente di piccoli molluschi, lombrichi, insetti e larve, ma è ghiotto anche dei frutti che offre il bosco: bacche, more, mirtilli, ribes, fragole, lamponi.

Vi lasciamo con la leggenda del Pettirosso e del Natale.

“Un piccolo uccellino grigio divideva la stalla a betlemme con la Sacra Famiglia. La notte, mentre la famiglia dormiva, l’uccellino notò che il fuoco che li scaldava stava per spengersi. Così, per tenere caldo il piccolo, volò verso le braci e tenne il fuoco vivo muovendo le ali per tutta la notte. Il mattino seguente l’uccellino fu premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per Gesù Bambino.”

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