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La sindrome da Föhn, colpisce già 6-12 ore prima che il vento arrivi in loco

Il Foehn crea in Val Padana paesaggio incantevole ma per molti è un nemico dell’equilibrio psico-fisico. In Redazione Mario Giuliacci

In inverno e primavera diventano via via più frequenti le situazioni meteorologiche che scatenano sul Nord Italia il Föhn,  quel tipico vento secco e caldo che discende precipitosamente dalle vallate alpine.

In realtà all’inizio è un vento freddo e umido proveniente dal Nord Atlantico e che, dopo aver scavalcato la barriera alpina centro-occidentale, acquista velocità nel precipitare giù, per 2000-3000 metri, nel versante padano.

È comunque abbastanza caldo e molto povero di vapore perché, nell’ascesa forzata del versante settentrionale delle Alpi, perde sotto forma di precipitazioni gran parte della sua originaria umidità, mentre nella vertiginosa discesa sul versante padano subisce una compressione e quindi un brusco riscaldamento di 8-12 °C.

Data la sua secchezza, nel turbinoso strofinio con gli ostacoli al suolo, il Föhn acquista un’elevata carica elettrica positiva.

Ma tale eccesso di cariche elettriche positive nell’atmosfera in effetti interferisce con le principali funzioni cerebrali le quali, notoriamente, sono regolate da trasmissioni di impulsi elettrici tra i vari neuroni.

Ecco perché la “sindrome da Föhn” si manifesta in realtà soprattutto con profonde alterazioni della sfera psichica.

D’altra parte è noto che le cariche positive stimolano una maggiore produzione di serotonina, un ormone il cui eccesso induce, però, depressione, sconforto, insonnia, agitazione, irritabilità, senso di oppressione, difficoltà di concentrazione, accentuazione dei comportamenti nevrotici e psicotici e, in alcuni individui, anche diminuzione della libido, probabilmente a causa di squilibri ormonali.

Tutti questi disturbi – non tutti insieme ovviamente –  vengono “sentiti” di solito già 6-12 ore prima dell’arrivo in loco del Föhn.

Gli ioni positivi, non contenti, per di più paralizzano le ciglia vibratili dei bronchi, riducendo così la capacità di espulsione del catarro e delle sostanze inquinanti inalate, e determinano una minore utilizzazione di ossigeno da parte dell’organismo,condizione questa favorevole all’insorgenza di crisi asmatiche e anginose.

FOEHN ALPI

Fig.1 – Il “muro” nuvoloso del Foehn sul versante Nord delle Alpi (fonte flickr.com)

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