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La disastrosa siccità nel Sahel è stata causata dai vulcani

La grave siccità che ha colpito il Sahel (la regione ai margini meridionali del grande Deserto del Sahara) tra gli anni ’70 e gli anni ’90 rappresenta uno dei più grandi disastri umanitari degli ultimi 50 anni, capace di causare la morte di circa 250 000 persone e di creare circa un milione di profughi.

Sahel copertina

La causa di un’anomalia del clima così estrema è stata attribuita di volta in volta alla naturale variabilità climatica, all’eccessivo sfruttamento a pascolo del terreno e all’impatto sull’atmosfera della regione delle emissioni industriali di biossido di zolfo. Ciascuno di questi meccanismi infatti è in grado di influenzare le temperature superficiali dell’Atlantico in modo tale da indebolire quei monsoni che in estate portano la pioggia da tale Oceano fin nell’interno del continente africano.

Una recente ricerca (“Asymmetric forcing from stratospheric aerosols impacts Sahelian rainfall”) pubblicata sulle rivista scientifica Nature Climate Change propone una spiegazione alternativa: la colpa del grave periodo siccitoso sarebbe dei vulcani!

Analizzando i dati relativi alle piogge cadute su questa regione fra il 1900 e il 2010 infatti gli studiosi hanno scoperto che nel Sahel tre delle quattro estati più secche del periodo (in questa regione l’estate è la stagione delle piogge, e quindi la fase più umida dell’anno) sono arrivate subito dopo violente eruzioni vulcaniche capaci di sparare grandi quantità di materiale nella Stratosfera, influenzando così il clima a scala planetaria.

In particolare, in base ai risultati ottenuti dagli autori della ricerca, grosse esplosioni vulcaniche che avvengano nel nostro Emisfero e le cui polveri rimangano concentrate nel settore emisferico settentrionale della Stratosfera causerebbero nel Sahel gravi periodi di siccità, mentre le eruzioni vulcaniche che abbiano luogo nell’Emisfero Meridionale e le cui polveri rimangano lì confinate sarebbero capaci di portare nel Sahel piogge più abbondanti del normale.

 

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