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La diarrea del viaggiatore colpisce il 40/60% di color che visitano i paesi della fascia tropicale

La diarrea del viaggiatore colpisce il 40/60% di color che visitano i paesi della fascia tropicale. I sintomi e i rimedi. Nota anche come la vendetta di Montezuma. In Redazione Mario Giuliacci

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In estate sono in molti a scegliere come meta turistica i paesi tropicali per fare un coupon di sole e di luce.

Ma qui per il caldo i cibi vanno facilmente in avaria, specie nei paesi ove i mezzi di conservazione sono ancora approssimativi. Ecco perché molti vengono colpiti dalla “diarrea del viaggiatore” ( 2-3 episodi al giorno), accompagnata di solito da crampi addominali, eruttazione, meteorismo e, talvolta, da nausea e vomito.

Il disturbo è anche noto come ” la vendetta di Montezuma”, l’imperatore atzeco, in Messico, ucciso barbaramente dagli Spagnoli nel 1520 con l’ingestione forzata di oro fuso, nonostante i Conquistadores di Cortez avessero ricevuto, in segno di amicizia, ingenti quantità di oro.

Il miraggio dell’oro degli Aztechi scatenò una migrazione di coloni dall’Europa verso il Messico ma appena qui giunti venivano colpiti da seri disturbi gastrointestinali, mentre gli abitanti del luogo ne erano immuni. Da qui tra i coloni si sparse la voce che i disturbi fossero dovuti alla maledizione lanciata verso gli stranieri prima di morire, appunto la vendetta di Montezuma

Il disturbo si manifesta di solito all’inizio del viaggio e si risolve nell’arco di 3-5 giorni.  Il problema che affligge tra il 30 e il 50% dei viaggiatori verso i luoghi caldi (circa 6 milioni in un anno), interessa soprattutto le persone che sono più attenti all’igiene personale, nonché i giovani perché in genere incuranti delle precauzioni igieniche e i bambini con meno di 6 anni.

Oltre al caldo sul disturbo influisce anche lo scombussolamento del nostro metabolismo digestivo provocato dal cambiamento di fuso, dal cambiamento di clima e dallo stress da viaggio.

I medici suggeriscono in questi casi una cura preventiva a base di un antibiotico, la rifaximina. Ma una volta che il disturbo si sia manifestato, è opportuno bere molto (eventualmente con l’aggiunta di limone che è disinfettante e astringente), bere anche bevande ricche di sali, come i sali in bustina, i succhi di frutta, spremute oppure una vera soluzione salina, ottenuta aggiungendo a 1 litro di acqua 7 cucchiaini di zucchero e uno di sale.

 

(tratto dal Libro “Dottore, mi male il tempo” Autori, Mario. Giuliacci, Emanuela Giuliacci, Paolo Corazzon. AlphaTest Editore)

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