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I bruschi cambiamenti del clima della terra nella storia passata e recente

La teoria dello snow blitz, ovvero il passaggio da una fase calda ad una fredda e viceversa potrebbe avvenire nel volgere di pochi anni. In Redazione Mario Giuliacci.

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Difficilmente gli americani dimenticheranno l’agosto del 2005, il mese in cui l’uragano Katrina ha cancellato New Orleans e causato migliaia di vittime: una “catastrofe climatica” senza precedenti nella storia degli Stati Uniti.

E del resto negli ultimi anni è stato bersagliato dagli uragani: Claudette e Isabel nel 2003; Charley, Frances, Ivan e Jeanne nel 2004; Dennis e Katrina nel 2005 e negli anni più recenti 2 uragani, Sandy e Hermine, si sono spinti fino a New York.

Cosa è successo allora in questi primi anni del nuovo millennio?

Una risposta sembra darla il Massachussets Institute of Technology, i cui ricercatori sostengono una connessione tra il riscaldamento del clima e l’aumentata violenza dei cicloni tropicali: in particolare, secondo questo studio, negli ultimi 40 anni il potenziale distruttivo degli uragani atlantici è cresciuto del 50%.

E allarmanti sono anche le simulazioni del NOAA che, come conseguenza del Global Warming, prevedono anch’esse per il futuro uragani sempre più intensi e numerosi. Ma se è vero che le temperature del Pianeta stanno salendo da più di un secolo, come mai solo negli ultimi anni i cicloni tropicali sembrano esser diventati improvvisamente più violenti e distruttivi?

Un chiarimento potrebbe arrivare dalla teoria secondo la quale i cambiamenti climatici raramente avvengono in modo lento e graduale, quanto piuttosto con bruschi “strappi”, come dimostrato ad esempio anche da una improvvisa variazione del clima che poche migliaia di anni fa ha sconvolto l’area del Nord Atlantico.

Circa 12000 anni fa, appena qualche migliaio di anni dopo il periodo più freddo dell’ultima glaciazione, la Terra si stava difatti velocemente riscaldando.

Poi, all’improvviso, nell’arco di una cinquantina di anni, su tutto il Nord America e l’Europa le temperature medie precipitarono di qualche grado, favorendo una nuova avanzata dei ghiacci e il ritorno del gelo.

Un colpo di coda della glaciazione, noto come Younger Dryas, che durò qualche centinaio di anni, finchè, nel volgere di pochi decenni, su tutta la regione il clima tornò caldo e i ghiacci si sciolsero.

 

Uno strano scherzo della natura? Tutt’altro! Se fino a qualche decennio fa il mondo scientifico difatti era pressoché unanime nel ritenere che le grandi variazioni climatiche si compiessero su archi di tempo dell’ordine di secoli o migliaia di anni, una delle scoperte più sorprendenti dell’ultimo periodo è stata l’individuazione, nella storia della Terra, di numerose brusche e improvvise variazioni del clima (Abrupt Climate Change) paragonabili a quella del Younger Dryas.

Anche il sorgere e lo spegnersi delle grandi ere glaciali andrebbe riletto alla luce di questo nuovo quadro.

Tuttavia lo studio delle bolle d’aria contenute nei ghiacci perenni e dei fossili nei fondali degli oceani sembrano dimostrare che il passaggio dai periodi caldi a quelli freddi sia avvenuto in passato nel volgere di poche centinaia, se non addirittura solo qualche decina di anni.

Questo vuol dire che, come ipotizzato nella teoria dello snowblitz (presentata per la prima volta nel 1970 dagli studiosi H. Lamb e A. Woodroffe), il passaggio dal caldo al freddo potrebbe avvenire nel volgere di una sola estate! Vi spigheremo la teoria in un prossimo articolo.

Nella figura un dipinto di Hendrick Avercamp mostra i corsi d’acqua olandesi congelati durante la piccola era glaciale.

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