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I 10 cicloni atlantici invernali più violenti In Europa. Classifica sulla base dei danni arrecati

Tra il 20 e i 21 di novembre due forti cicloni atlantici colpiranno in rapida successione l’Europa centro-occidentale.

(vedi articolo qui: LEGGI).

Del resto si avvicina l’inverno e i cicloni extra-tropicali che si generano sul Nord Atlantico, nell’avvicinarsi all’Europa si caricano sull’Oceano di calore e di vapore – il “carburante” dei cicloni – fino a diventare talvolta così violenti da raggiungere, nei venti, l’intensità di uragano.

Il fenomeno è divenuto molto più frequente negli ultimi 20-30 anni per il maggiore calore immagazzinato nel Nord Atlantico

Ecco i primi 10 cicloni più violenti secondo una classifica elaborata sulla base dei danni arrecati al nostro continente.

10^ posto: ciclone Xynthia

Il ciclone formatosi sul Nord atlantico, tra il 26 e il 28 febbraio 2010 si è spostato verso l’Europa nord-occidentale, investendo dapprima ili SpagnaFranciaGermaniaBelgio e parte della Scandinavia. In totale la tempesta Xynthia provocò 58 morti.

La tempesta ha causato danni anche in Portogallo e in Spagna. Si sono registrati venti fino a 166 km/h in Portogallo, 228 km/h in Spagna e 241 km/h in Francia. Danni complessivi per 2.3 miliardi di euro

9^ posto: ciclone Nicole

Il ciclone atlantico si abbatte tra il 26 e il 30 ottobre 2002 sulla Germania con venti fino a 183 km/ora. Danni per 2.7 miliardi di  euro di danni

8^ posto; ciclone Anatol

Un potente ciclone Nord atlantico colpì  Danimarca, il Sud-Ovest della Svezia, e il Nord in Germania il 3 dicembre 1999. Il ci scatenò venti di 146 km/h e raffiche fino a 184 chilometri all’ora. La tempesta causò 20 morti e oltre 8000’0 feriti in Danimarca. Danni pari a 3 miliardi di Euro

7^ posto il ciclone Great Storm

Il ciclone extratropicale che si è verificato nella notte del 15-16 ottobre del 1987, con venti di uragano causando vittime in Inghilterra. Tra le zone più danneggiate sono state Londra, le coste dell’ Anglia, la Bretagna e la penisola del Cotentin di Normandia ove raffiche così intense non si verificavano da 200 anni.

Almeno 22 persone sono perite in Inghilterra e in Francia e raffiche fino 217 km/h sono state registrate a Gorleston, Norfolk.  Danni per 3.5 miliardi di euro.

6^ posto: il ciclone Klaus

Il ciclone  si abbattè su gran parte del centro e del sud della Francia, la Spagna e parti di Italia nel gennaio del 2009.

La tempesta provocò ventisei morti,  un’interruzione prolungata del trasporto e forniture elettriche pubbliche su 1,7 milioni di case in Francia sud-occidentale e in Spagna. Vento massimo oltre 200 km/ora . Danni per 4 miliardi di euro.

5^ posto ciclone Martin

Il ciclone Nord atlantico raggiunge l’Europa il 27-28 dicembre 1999 appena 2 giorni dopo l’arrivo del ben più terribile Lothar e colpisce il Sud della Francia, la Svizzera e il Nord Italia. Strage di alberi sull’Appenino settentrionali. Danni per 4.1 miliardi di euro

4^ posto il ciclone Erwin

Raggiunge il nord Europa il 7-9 gennaio con venti di 145 km/ora. Rasi al suolo in Svezia 160.000 ettari di bosco, l’equivalente di 300.000 campi di calcio. Danni per 4.5 miliardi euro.

3^ posto Daria

Il ciclone raggiunge il 25-26 gennaio 1990 Germania e UK con venti di 172 km/ora. Danni per 5.9 miliardi di euro.

2^ posto il ciclone Kyrill

Il ciclone formatasi sopra Terranova il 15 gennaio 2007, si è mosso attraverso l’Oceano Atlantico, raggiungendo l’Inghilterra e il Galles nella serata del 17 gennaio, per poi attraversare gran parte dell’Europa settentrionale, causando più di 40 vittime.

Il vento ha raggiunto la velocità di circa 250 km orari sui monti della Polonia.

Sono stati colpiti diversi paesi europei: Francia, Inghilterra, Islanda, Irlanda, Polonia, Belgio, Germania, Repubblica Ceca e Paesi Bassi. I costi dei danni causati da Kyrill si aggirano su 7.8 miliardi di euro.

1^ posto  Ciclone Lothar

Il violento ciclone extratropicale colpì tutta l’Europa centrale il 26 dicembre 1999, causando gravi danni in Francia, Germania meridionale e Svizzera. La velocità del vento ha raggiunto i 150 km/h nelle zone pianeggianti e più di 250 km/h su alcune montagne. Rasi al suolo edifici ed infrastrutture, alcune foreste, come la Foresta Nera in Germania, con gravi danni e gravi perdite economiche stimate in ben 11.5 miliardi di Euro. 137 le vittime. Danni gravi anche al patrimonio boschivo dell’Appennino tosco-emiliano.

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